Fammi indovinare: stavi cercando un business online con cui generare una seconda entrata mensile e hai sentito parlare di Amazon KDP, ma non hai ben capito se per partire hai bisogno di una partita IVA oppure no.
Allora, lascia che ti dica che sei capitato nel posto giusto, perchè in questa guida faremo chiarezza una volta per tutte su questo argomento.
Qui troverai tutte le risposte che cerchi spiegate in modo semplice e diretto, senza giri di parole o tecnicismi inutili.
Nelle prossime righe ti spiegherò se (e come) puoi fare Self Publishing senza partita IVA, quali sono le condizioni precise in cui diventa necessaria, quando invece non è richiesta e tanto altro ancora.
Insomma, una volta arrivato alla fine di questa guida, saprai tutto il necessario per partire con il piede giusto, evitando errori costosi e brutte sorprese dall’Agenzia delle Entrate.
Mi presento: sono Lorenzo, sono un self-publisher dal 2019, ho già aiutato circa 1.000 persone a scoprire un nuovo modo di generare entrate creative su Amazon e oggi sono qui per spiegarti tutto ciò che devi sapere su questo argomento.
Sei pronto? Iniziamo!
Sommario:
- Perché c’è confusione in Italia sul tema del Self Publishing senza partita IVA?
- Quando non devi aprire la partita IVA per fare Self Publishing?
- Quando diventa necessario aprire la partita IVA per fare Self Publishing?
- Il mito dei 5000€.
- Cosa succede se hai già la P.IVA e fai Self Publishing?
- Come funziona la tassazione sulle royalties in Italia?
- Limiti quantitativi e fiscali: soglie da non superare in Italia.
- Il regime forfettario per autori indipendenti: come funziona?
- Impara a creare, promuovere e vendere i tuoi libri Low e Medium Content su Amazon KDP in 7 giorni!

Perché c’è confusione in Italia sul tema del Self Publishing senza partita IVA?
Voglio iniziare questa guida partendo da una considerazione che ho fatto dopo molti anni di attività in questo settore: quando si tratta di Self Publishing e fiscalità c’è sempre tanta (anzi, troppa) confusione.
Le origini di questo caos sono molteplici, ma tra poco capirai esattamente come muoverti: tutto avrà molto più senso una volta che avrai letto per intero il contenuto di questo articolo.
Il primo punto da chiarire è che i termini e le condizioni di Amazon Kindle Direct Publishing (per intenderci, sono quelle che accetti quando ti iscrivi alla piattaforma) sono redatti secondo la mentalità e la normativa americana.
Il contratto infatti è regolato secondo la legge dello Stato di Washington e contiene clausole di arbitrato (Federal Arbitration Act) per la gestione di eventuali controversie.
Tuttavia, benché il contratto sia strutturato in ottica statunitense, la tassazione dei compensi per un autore residente in Italia si determina in base alla normativa italiana.
Inoltre molti professionisti fiscali non hanno una conoscenza approfondita della legge sul diritto d’autore, la quale è una materia tecnica e specifica molto legata a questa industria.
Pertanto, quando chiedi a queste figure se puoi fare Self Publishing senza partita IVA, può capitare che ti diano delle risposte basate sulla loro interpretazione generale, la quale non sempre è corretta o aggiornata.
Lo stesso vale per gli impiegati dell’Agenzia delle Entrate che si trovano a valutare questi casi.
Anche le loro interpretazioni possono non coincidere con gli orientamenti giurisprudenziali: in Italia l’indirizzo della Corte di Cassazione è spesso il riferimento principale, mentre in ambito europeo incidono anche le decisioni della Corte di Giustizia UE.
Dopo questa lunga (ma doverosa) introduzione, possiamo entrare nel vivo di questo articolo e rispondere alla prima domanda: quando puoi fare Self Publishing senza partita IVA?
Te lo spiego nel prossimo paragrafo.
Ecco quando non devi aprire la partita IVA per fare Self Publishing
1. Quando sei l’autore delle tue opere.
Se sei l’autore e le tue pubblicazioni hanno carattere creativo, i compensi che ricevi tramite Amazon KDP possono rientrare nel regime del diritto d’autore, anche se sono libri low content come diari, planner, quaderni o libri da colorare.
Ovviamente, a condizione che le opere presentino un carattere creativo.
Questo, in molti casi, permette di iniziare senza partita IVA, perché si tratta di sfruttamento economico di diritti d’autore (ricorda però che ogni caso è da valutare concretamente a parte).
Per riassumere, la partita IVA non è un requisito obbligatorio per iniziare, perché puoi registrarti e pubblicare tranquillamente usando il tuo codice fiscale.
2. Quando il rapporto con Amazon è una licenza.
Il contratto che firmi con Kindle Direct Publishing ti qualifica come autore che concede una licenza sui diritti delle sue opere.
Ciò significa che non stai vendendo direttamente copie come un rivenditore ma che stai concedendo ad Amazon una licenza per stamparle o distribuirle e che, in cambio, ricevi delle royalties.
In questo caso, per il self publisher (inteso come autore e persona fisica), la licenza di diritti d’autore rientra nelle operazioni fuori campo IVA previste dall’art. 3, comma 4, lett. a) del DPR 633/72.
Insomma, finchè stai semplicemente permettendo ad Amazon di distribuire e vendere le tue creazioni in cambio di royalties, puoi farlo senza partita Iva.
3. Quando pubblichi un numero ragionevole di libri.
Precisiamo subito un punto fondamentale: non c’è una soglia numerica espressamente definita dalla legge superata la quale hai bisogno di una partita Iva.
Il numero delle pubblicazioni è solo un indicatore.
Ciò che conta – oltre a quel minimo di originalità e creatività che la legge richiede affinché i tuoi prodotti editoriali siano protetti – è che l’attività non assuma, nei fatti, una struttura imprenditoriale massiva e organizzata.
Questo è il punto: non è “quanto guadagni” a cambiare il diritto d’autore ma il fatto che, più la produzione è seriale, frequente e organizzata, più aumenta il rischio che l’attività venga letta come imprenditoriale (e che quindi richieda valutazioni diverse, anche sulla partita IVA).
4. Se sei un dipendente pubblico.
Questa è una cosa che sanno veramente in pochi: i dipendenti pubblici possono assolutamente fare Self Publishing senza aprire partita IVA e, nella maggior parte dei casi, senza necessità di autorizzazione da parte dell’amministrazione.
Lo sancisce il D.Lgs. 165/2001 all’art. 53, comma 6, lett. b, che esclude i proventi derivanti dal diritto d’autore dal regime delle incompatibilità.
Questo significa che, finché l’opera non crea un conflitto di interessi con il proprio ruolo, il dipendente può incassare regolarmente le royalties.
Tuttavia, è sempre consigliabile consultare il regolamento interno del proprio ente, ma per legge il diritto alla creatività e al suo sfruttamento economico è tutelato.
Ora, quali sono le condizioni per cui sei obbligato ad aprire una partita Iva per creare e vendere libri su Amazon KDP?
Quando diventa necessario aprire la partita IVA per fare Self Publishing?
1. Quando produci in modo massivo e industriale.
Se stai producendo i tuoi libri in modo sistematico e organizzato, allora il discorso potrebbe cambiare.
A quel punto potresti trovarti in una situazione che richiede una valutazione fiscale diversa, perchè l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerare la tua attività come imprenditoriale e chiederti di aprire una partita IVA.
2. Quando i guadagni sono molto alti e hai costi da scaricare.
Se incassi 50.000, 100.000 o 150.000 euro all’anno da Amazon KDP, potrebbe convenire (attenzione, non si tratta di un obbligo) aprire una partita IVA anche solo per ragioni di pianificazione fiscale.
Con una partita IVA in regime ordinario, puoi dedurre analiticamente i costi inerenti all’attività (come Amazon Ads, software o servizi editoriali) e abbattere l’imponibile.
In regime forfettario, invece, pur non potendo scaricare i costi analitici, potresti beneficiare di una gestione semplificata, fermo restando che le royalties mantengono solitamente la loro agevolazione naturale sulla base imponibile.
3. Quando vuoi costruire una posizione previdenziale.
Il diritto d’autore puro non prevede contribuzione previdenziale.
Questo significa che non accumuli anni di contributi per la pensione: se il Self Publishing diventa il tuo lavoro principale e vuoi costruirti una pensione, allora aprire una partita IVA può avere senso anche per costruire una posizione previdenziale, versando i contributi INPS.
4. Quando non usi KDP ma vendi copie fisiche come attività commerciale.
Se invece di pubblicare tramite Amazon KDP decidi di stampare tu le copie e poi di venderle o di distribuirle su Amazon come prodotto fisico, stai operando con un modello diverso.
In questo caso non stai più semplicemente autorizzando Amazon a riprodurre e distribuire l’opera in cambio di royalties: stai svolgendo un’attività di vendita commerciale di beni tramite un account da venditore.
Nella pratica, questo modello richiede normalmente l’apertura della partita IVA e un corretto inquadramento fiscale (sia esso regime forfettario o ordinario, a seconda dei casi).
5. Quando vuoi evitare rischi con l’Agenzia delle Entrate.
Supponiamo che sei un ottimo self publisher e che guadagni molti soldi: può capitare che l’Agenzia delle Entrate arrivi a contestarti che dovresti pagare l’IVA perché la tua è un’attività imprenditoriale.
A questo punto, puoi aprire un contenzioso ma si tratta comunque di un provvedimento che non sempre sospende il pagamento.
In questo particolare caso, aprire una partita IVA preventivamente può essere una scelta di tranquillità.
Il mito dei 5000€ di limite: in che cosa consiste?
Siamo a metà della nostra guida: è arrivato il momento di parlare di un mito di cui tutti parlano ma che in pochi veramente comprendono a pieno: il limite dei 5000€!
Nel Self Publishing non è il numero magico che fa scattare la partita IVA, l’errore nasce dal mischiare regole diverse e situazioni che non c’entrano nulla tra loro.
Si tratta di una soglia che viene spesso citata in relazione alle prestazioni occasionali e ai contributi, non come criterio universale per l’IVA.
Perchè non si tratta di un criterio applicabile ad Amazon KDP?
Perchè in questa industria, il punto centrale non è “quanto incassi” ma che cosa stai incassando e da quale rapporto nasce quel compenso.
Che cosa vuol dire? Mi spiego meglio.
Se sei un self publisher tu non stai facendo una prestazione una tantum “da lavoratore occasionale”: stai concedendo una licenza ad Amazon sui diritti della tua opera e la piattaforma ti remunera con royalties per lo sfruttamento economico, proprio come abbiamo spiegato qui sopra.
Sei nel campo del diritto d’autore e, in questo ambito, non esiste una soglia di guadagno che – da sola – ti obblighi ad aprire partita IVA.
Puoi incassare poco o tanto; ciò che conta è che il rapporto resti quello della licenza dei diritti.
Cosa succede se hai già la P.IVA e fai Self Publishing?
Fin qui abbiamo già chiarito un po’ di punti per quanto riguarda il Self Publishing senza partita IVA spiegando quando puoi farlo e quando non puoi (o non ti conviene).
Ora facciamo un ulteriore passo avanti e vediamo uno scenario diverso ma molto comune.
Partiamo da una domanda: che cosa succede quando tu sei già un libero professionista con partita IVA e decidi di iniziare a fare Self Publishing?
Se hai già una partita IVA devi sapere che hai diverse opzioni a tua disposizione.
1. Puoi continuare a incassare le royalties da Amazon come compensi per diritto d’autore.
Se tratti le royalties come redditi da diritto d’autore, di regola non emetti fattura e le dichiari nel quadro apposito con imponibile ridotto al 75% (o 60% se hai meno di 35 anni).
In questa qualificazione, in generale, non generano contribuzione previdenziale.
Se invece le fai rientrare nell’attività professionale, va verificato il riflesso contributivo in base alla tua gestione.
2. Puoi scegliere di farle confluire nella partita IVA.
Se invece preferisci, puoi sempre decidere di far confluire i tuoi compensi da Self Publishing nella tua partita IVA in regime forfettario (se ce l’hai).
In questo caso non applichi l’IVA e non scarichi i costi ma paghi l’imposta sostitutiva (del 15% o 5% se ne ricorrono i requisiti) applicata al reddito determinato con il coefficiente di redditività previsto per il tuo codice ATECO.
Amazon, nella pratica, spesso non richiede una fattura come in una classica prestazione di servizi; in ogni caso la gestione documentale va concordata con il commercialista.
Attento!
Se sei in regime forfettario e i tuoi compensi da Self Publishing sono collegati alla tua attività principale, questi possono concorrere al limite di 85.000 euro insieme agli altri ricavi o compensi rilevanti del regime.
Quindi, se sono collegati all’attività in forfettario possono concorrere ai limiti; se non sono collegati, la valutazione cambia.
Se superi 85.000 euro ma resti entro 100.000, di norma uscirai dal forfettario dall’anno successivo; se superi 100.000, l’uscita è immediata nello stesso anno con IVA dalle operazioni che determinano lo sforamento.
Il mio consiglio è questo: fai sempre i calcoli prima di decidere e pensa a quanto guadagni, quanti costi hai, quale regime fiscale hai, se hai altre entrate e se vuoi versare contributi.
In sintesi: avere già la partita IVA non ti obbliga automaticamente a far confluire i proventi dei tuoi libri al suo interno, puoi tenere separate le due cose se ti conviene.
Oppure puoi unificare tutto se i numeri ti dicono che è più vantaggioso.
Non esiste una regola unica, ogni caso va valutato singolarmente.
Come funziona la tassazione sulle royalties in Italia?
Ora è arrivato il momento di parlare di come gestire concretamente la tassazione dei ricavi provenienti dalla vendita dei tuoi libri.
In Italia i compensi da diritto d’autore (ovvero le royalties) hanno un imponibile che si riduce automaticamente al 75% (se hai 35 anni o più) oppure al 60% (se hai meno di 35 anni).
La quota esclusa è una spesa forfettaria riconosciuta all’autore per i costi di creazione e promozione.
Facciamo un esempio: su 1.000€ incassati, 750€ (o 600€) sono la base imponibile su cui calcolare l’IRPEF.
Da qui, se la tua aliquota media fosse del 23%, pagheresti 172,50€ di imposte e ti resterebbero 827,50€ (al netto di IRPEF).
Per quanto riguarda l’IVA, se sei un autore e stai concedendo una licenza di diritti d’autore, la normativa prevede che queste operazioni non siano considerate prestazioni di servizi e quindi siano fuori da campo IVA (art. 3 DPR 633/72).
Inoltre, anche se il contratto KDP è strutturato in ottica USA, le convenzioni Italia–USA evitano la doppia imposizione e la tassazione si determina secondo le regole italiane.
In pratica: sommi gli incassi, applichi 75%/60% e su quella base paghi l’IRPEF.
I limiti quantitativi e fiscali: queste sono le soglie da non superare in Italia.
Non esiste una soglia di guadagno per rimanere nel diritto d’autore.
Lo ripeto ancora perché è il dubbio più grande: non c’è un limite di euro annui oltre il quale sei obbligato ad aprire partita IVA per fare Self Publishing come autore.
Puoi guadagnare 1.000, 10.000, 100.000 euro e rimanere perfettamente nel regime agevolato del diritto d’autore, a patto che tu operi effettivamente come autore e che rispetti tutte le condizioni di cui abbiamo parlato prima.
Il regime forfettario per autori indipendenti: come funziona?
Se fai Self Publishing su Amazon KDP con una partita IVA in regime forfettario, puoi scegliere di far confluire i proventi del diritto d’autore nella tua P.IVA per sfruttare l’imposta sostitutiva (5% o 15%).
In questo caso, pur essendo nel forfettario, le royalties mantengono generalmente la loro deduzione naturale (25% o 40%) invece di seguire il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO.
È una scelta che dipende dai tuoi obiettivi e dai tuoi volumi di vendita.
Ricorda però che se i compensi sono collegati alla tua attività principale, questi incideranno sul limite di 85.000 euro annui del regime.
Per questo motivo, prima di decidere, è fondamentale parlarne con un commercialista per capire quale strada ti lasci il netto più alto in tasca.
Impara a creare, promuovere e vendere i tuoi libri Low e Medium Content su Amazon KDP in 7 giorni!
Siamo giunti alla fine di questa guida: ora conosci tutto quello che dovevi sapere sul Self Publishing senza partita Iva e disponi di tutte le informazioni di cui hai bisogno per iniziare il tuo percorso in questo business nel migliori dei modi e (sopratutto) senza aspettarsi brutte sorprese.
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