Benvenuto!
Oggi smonteremo i 5 miti sul Self Publishing che ogni anno bloccano tantissime persone (tra cui forse anche te) dal buttarsi in questo business e costruire una nuova entrata extra.
Non solo!
Se arriverai alla fine di questo articolo, ti mostrerò il percorso che ho pensato per aiutarti a sfruttare l’intelligenza artificiale e pubblicare il tuo primo libro Low o Medium Content…in solo 7 giorni.
Sì, hai capito bene.
Mi presento: sono Lorenzo, sono un self-publisher dal 2019, ho già aiutato circa 1.000 persone a scoprire un nuovo modo di generare entrate creative su Amazon e oggi sono qui per spiegarti tutto ciò che devi sapere su questo argomento.
Sei pronto? Iniziamo!
Sommario:
- I miti da sfatare sul Self Publishing.
- Perchè dovresti fare Self Publishing se vuoi iniziare a fare soldi online?
- Storie di successo nel Self Publishing.
- Crea un’entrata extra in modo semplice e divertente, sfruttando l’AI, in soli 7 giorni!
- F.A.Q.

Ecco i miti da sfatare sul Self Publishing:
Questi sono i falsi miti che andremo ad analizzare (e a smontare) nel corso di questa guida:
- Il Self Publishing è ormai saturo, non c’è più spazio.
- Per guadagnare bisogna essere scrittori professionisti.
- Basta caricare un libro su Amazon e i soldi arrivano da soli.
- Serve un investimento enorme per iniziare.
- Non si può vivere davvero (o arrotondare) con il Self Publishing.
Partiamo dalle basi, senza giri di parole.
Continua a leggere.
1) Il Self Publishing è ormai saturo, non c’è più spazio.
Mi capita molto spesso di conoscere persone che pensano:
“È tardi per fare Self Publishing, ormai su Amazon ci sono già tantissimi libri e la competizione è troppo alta. Non riuscirei mai a farmi notare se dovessi pubblicare un libro.”
In realtà questa è un’illusione dettata dalla prospettiva con cui affronti la situazione.
Non fraintendermi: se ti fermi alla superficie, è vero che oggi la concorrenza è agguerrita, tuttavia devi considerare ciò che succede dentro alle varie nicchie di Amazon per avere un quadro completo della situazione.
Devi sapere infatti che KDP non è una vetrina unica e indistinta ma un mosaico di micro-mercati con bisogni specifici.
Per questo motivo, non devi pensare di rivolgerti a chiunque per poter vendere; se vuoi vincere, devi concentrare la tua attenzione (e i tuoi sforzi) su un target specifico, su una buyer persona precisa.
La vera saturazione nasce dove i prodotti sono copie l’uno dell’altro.
Quello che appare “affollato” è spesso solo mal segmentato: stessi titoli, stesse copertine, stessi interni, stesse keyword generiche.
Il problema non è quanti libri esistono, ma quanto poco si differenziano.
Se arriverai con una proposta chiara accompagnata da un design unico, da funzionalità e da uno stile differente, il mercato ti sentirà.
Nel frattempo, tieni a mente che trend e stagionalità cambiano continuamente.
Planner, diari della gratitudine, activity book, agende per professioni specifiche: ogni anno alcune nicchie si scaldano mentre altre si raffreddano e qui, chi osserva, testa e si muove per tempo, arriva prima.
Anche l’algoritmo di Amazon fa la sua parte premiando l’allineamento con la domanda.

Insomma, se sceglierai la nicchia giusta e curerai l’esperienza utente, ridurrai il numero dei tuoi competitor e gestirai il rischio con intelligenza, evitando lanci nel vuoto.
Per concludere, Amazon KDP non è per niente saturo: devi solo individuare una nicchia in cui operare e agire con metodo.
2) Per guadagnare con i libri autopubblicati bisogna essere degli scrittori professionisti.
Altro mito durissimo a morire:
“Se non sei uno scrittore professionista o non collabori con un grande editore, devi lasciar perdere il Self Publishing”.
Per smontare questo falso mito sul Self Publishing, devo prima fare una piccola spiegazione.
In questa industria convivono contenuti Long content (come romanzi o saggi) e Medium o Low content (come planner, quaderni guidati, coloring book e prompt journal).
Perchè ti sto dicendo tutto questo?
Semplice, voglio spiegarti che non serve produrre 300 pagine di narrativa – e di conseguenza essere degli autori professionisti – per creare valore reale (e generare delle vendite significative).
Come spiego bene nell’articolo sui libri Low Content che puoi trovare qui sotto, ciò che paga davvero non è “scrivere tanto” ma progettare bene il tuo prodotto: capire il problema della tua nicchia e confezionare una soluzione che lo risolva.

La qualità qui è data dalla somma dell’utilità percepita, più l’usabilità del prodotto e la sua estetica.
Con gli strumenti giusti – come ad esempio Canva, AI e altri modelli di impaginazione – puoi produrre interni chiari, ordinati e funzionali senza spendere una fortuna.
Il tuo compito è quello di decidere cosa mettere nel tuo libro, non “fare la grafica perfetta” al primo tentativo.
Ricorda: Amazon è un marketplace, non un concorso letterario.
Qui sei premiato quando offri un prodotto che aiuta davvero una persona a fare qualcosa meglio di come già lo fa in questo momento.
Pertanto – come avrai capito – non hai bisogno di una casa editrice per avere successo, puoi benissimo ottenere delle vendite anche come autore indipendente.
3) Basta caricare un libro su Amazon e i soldi arrivano da soli.
Questo è, senza dubbio, il mito più pericoloso.
Molti si avvicinano al Self Publishing pensando che basti caricare un file su Amazon e aspettare affinchè i soldi inizino a piovere.
Purtroppo, la realtà è ben diversa.
Diciamo le cose come stanno: Amazon non è un bancomat, è un motore di ricerca con regole precise e (soprattutto) un marketplace frequentato da clienti reali.
Se carichi un libro e poi sparisci, il sistema non saprà né a chi mostrarlo né perché dovrebbe farlo emergere tra tutte le alternative disponibili.
Per far capire ad Amazon “chi sei” e “a chi ti rivolgi”, servono anzitutto dei metadati impostati bene: titolo, sottotitolo, categorie e keyword precise e ben strutturate.
Questi elementi raccontano la tua identità e spiegano quale bisogno risolvi, pertanto, se li lascerai generici resterai invisibile.
Invece, curandoli, inizierai a competere sul serio.
Parliamo poi della copertina: non è un abbellimento estetico, ma una leva decisiva per ottenere visite e vendite.
Ne ho parlato poco fa sempre qui sul mio blog: una copertina chiara, leggibile anche in miniatura e coerente con la nicchia in cui operi può alzare il CTR e convincere l’algoritmo a premiarti.

Non sto parlando di arte astratta ma di comunicazione visiva efficace.
Anche l’interno conta, proprio come il lancio del tuo libro.
Le prime settimane sono il “battesimo” del tuo contenuto: se riesci ad ottenere click e vendite fin dai primi momenti, Amazon capisce che vale la pena mostrarti di più.
Insomma, quello che voglio spiegarti è che il Self Publishing non è un business redditizio perchè “basta pubblicare un libro” per avere successo.
La vera rendita di questa attività sta nella capacità di offrire delle soluzioni concrete – e per cui le persone sono disposte a pagare – per rispondere a dei bisogni reali di qualcuno sulla piattaforma.
Per fare questo, non basta un file PDF, ci vuole costanza, un metodo e una strategia.
Tutto è possibile.
4) Serve un investimento enorme per iniziare.
Dimmi la verità, quante volte hai pensato o hai sentito dire:
“Per iniziare con il Self Publishing servono migliaia di euro”?
Niente di più lontano dalla realtà.
Il bello del print on demand (ovvero il servizio su cui si basa KDP) è proprio questo: niente costi di stampa anticipati, Amazon stamperà e spedirà solo dopo aver ricevuto un ordine.
E la pubblicazione su KDP?
Anche qui, nessun costo, è tutto gratuito.
Le spese vere sono ridotte perchè in realtà, il vero investimento non è il denaro…ma il tempo: 1,2 o anche 3 ore al giorno per imparare, produrre e migliorare i tuoi contenuti.
Se segui un percorso guidato, hai più possibilità di imparare dagli errori degli altri (soprattutto per quanto riguarda la grafica) e di evitare di realizzare prodotti fallimentari, però devi comunque investire del tempo nel percorso che stai facendo.
Attenzione, non voglio farti passare l’idea che fare Self Publishing sia gratis al 100%.
Personalmente, ti consiglio comunque di investire qualche euro in programmi di intelligenza artificiale e di grafica con cui aiutarti nella realizzazione di libri di qualità, come ChatGPT e Canva.
Stiamo comunque parlando di poche decine di euro al mese per tool che velocizzano incredibilmente il tuo lavoro e ne alzano la qualità.
E le Ads? Non devono spaventarti.
È vero che rappresentano un aiuto per accendere il motore della tua attività, ma non sono obbligatorie per trovare nuovi clienti.
In ogni caso – se deciderai di utilizzarle – una volta che il tuo titolo troverà il suo pubblico, potrai ridurre i costi o addirittura spegnere le campagne.
Il segreto è sperimentare, leggere i dati e adattarsi.
5) Non si può vivere (o arrotondare davvero) con il Self Publishing.
Qui serve onestà: non tutti arriveranno a guadagnare cifre stellari.
E sai cosa? Va bene così.
Il Self Publishing non è un gratta e vinci ma una delle vie più concrete per costruire una seconda entrata stabile, scalabile nel tempo e senza dover stravolgere la tua vita.
Se poi i numeri ti daranno ragione e vorrai fare il salto, sarai tu a decidere.
Il punto è la strategia: un titolo singolo difficilmente cambia le cose, mentre una linea coerente di libri arricchita da del marketing fatto bene, sì.
Con il tempo imparerai anche a leggere i dati e a riconoscere le stagionalità.
Esistono mesi o periodi più redditizi, come il Q4, il Natale o il back-to-school e ci sono nicchie evergreen che vendono tutto l’anno.

Con una mappa chiara, puoi pianificare uscite e aggiornamenti in anticipo.
Ti sto descrivendo un mestiere, non come ottenere un colpo di fortuna.
In più, oggi hai l’AI come alleata.
La verità è semplice: nel 2025 è assolutamente possibile arrotondare (e crescere) con metodo, costanza e un ecosistema di competenze moderne anche nel Self Publishing.
E la cosa più bella è che, mentre costruisci la tua entrata extra, assimili anche delle abilità preziose come design, marketing, AI e gestione del prodotto.
Con il Self Publishing imparerai delle skill che ti porterai ovunque, anche al di fuori di questa industria.
Perché dovresti fare Self Publishing se vuoi iniziare a fare soldi online?
Ecco fatto: questi erano i 5 miti sul Self Publishing che ogni anno fermano migliaia di persone — magari anche te — dal creare una seconda entrata online stabile e redditizia.
Come hai avuto modo di vedere, il Self Publishing rappresenta ancora oggi un business profittevole (se fatto con metodo) e che permette – a chi vi si interfaccia con serietà e attenzione – di generare una rendita sfruttando la propria creatività.
Tutto ciò soprattutto per chi parte da zero e vuole iniziare a fare soldi online.
Perchè? Beh, esistono tanti motivi per cui questo percorso rappresenta la soluzione migliore.
Anzitutto, il Self Publishing ti offre una libertà totale e i costi di ingresso sono praticamente nulli.
Non servono capitali enormi né approvazioni da parte di editori tradizionali: puoi partire subito, con il solo impegno delle tue idee e del tuo tempo.
Un altro motivo fondamentale è che sei tu a gestire ogni dettaglio: dalla copertina al titolo, fino al prezzo e alle strategie di marketing, tu sei l’unica persona ad avere il pieno controllo del tuo progetto.
E se decidi di cambiare qualcosa, puoi farlo in qualsiasi momento senza burocrazia o attese infinite.

Il Self Publishing, inoltre, è un modello a rischio minimo.
Hai capito bene!
Amazon stampa e spedisce i libri solo quando riceve un ordine: questo significa niente magazzino, niente copie invendute e zero investimenti anticipati.
Tu carichi il file e ogni vendita si trasforma in un guadagno reale.
Le royalties poi sono tra le più interessanti del mercato: fino al 70% sugli ebook e circa il 30% sui libri cartacei.
Giusto per darti un’idea, con un libro cartaceo da 9 euro ti restano circa 3 euro a copia; ti basta moltiplicare questo dato per decine o centinaia di copie al mese per capire il potenziale concreto del Self Publishing su Amazon KDP.
E non serve stravolgere la tua vita: puoi lavorarci accanto al tuo lavoro principale, per qualche ora al giorno.
La flessibilità è totale: gestisci il tuo business da casa, in viaggio o nei ritagli di tempo e intanto i tuoi libri continuano a generare vendite 24 ore su 24, anche mentre dormi (considerando il fuso orario se pubblichi all’estero).
Capisci adesso perchè, differentemente da quanto potresti aver sentito dire, questo modello di business rappresenta davvero un’opportunità per cambiare la tua vita e guadagnare dalla tua creatività?
Esistono storie di successo nel Self Publishing?
Siamo quasi al termine di questa guida.
Ora voglio raccontarti una storia di successo (vera) partendo da una semplice domanda:
“Anche chi inizia può ottenere dei risultati tangibili?”
Anche qui, la risposta è sì.
Vuoi un esempio?
Allora scopri la storia di Francesco, uno studente e Pioniere del Low Content che ha mosso i suoi primi passi in questo business nell’aprile del 2025 e che – in pochissimo tempo – è riuscito a ottenere dei risultati notevoli: 2000€ in poco più di 4 mesi.
Guarda il video che trovi qui sotto e scopri di più su questo caso di successo.

Crea un’entrata extra in modo semplice e divertente, sfruttando l’AI, in soli 7 giorni!
Siamo arrivati alla fine di questa guida dedicata ai falsi miti sul Self Publishing che fermano le persone dal creare una seconda entrata mensile.
Come hai avuto modo di vedere, questo business rappresenta un’opportunità per dare spazio alla tua creatività e guadagnare, tutto ciò di cui hai bisogno per raggiungere questo traguardo è essere costante e dotarti di un metodo di lavoro efficace.
Se questo è il tuo obiettivo e desideri creare una seconda fonte di reddito mensile, ho la soluzione che fa per te: partecipa alla challenge “Self Publisher in 7 giorni” e realizza il tuo primo libro in una settimana!
Al suo interno troverai:
- un programma pratico che ti accompagna, giorno dopo giorno, dalla scelta della nicchia alla pubblicazione su Amazon KDP,
- le basi del Self Publishing, spiegate in modo chiaro anche a chi parte da zero,
- template, checklist, GPT Custom e strumenti per lavorare in modo veloce e intelligente grazie all’AI,
- un gruppo Telegram di assistenza diretta con me, il punto di riferimento in Italia per chi vuole creare libri su Amazon.
Questo è il primo passo per trasformare le tue idee in un progetto editoriale e iniziare finalmente a generare un’entrata stabile e redditizia.
Clicca sul pulsante qui sotto, iscriviti alla challenge e inizia oggi stesso a scoprire come funziona il Self Publishing…mettendolo SUBITO in pratica!
E se sei pronto a portare la tua attività da self publisher a un nuovo livello, scopri come può esserti utile Pionieri del Low Content, il percorso formativo dedicato a chi vuole trasformare il Self Publishing in un modello di business serio e duraturo.
Oltre mille persone hanno già iniziato, ora tocca a te!
Non perderti la mia videolezione gratuita sul Self Publishing!
Ti insegnerò:
- Come funziona Amazon KDP e perché è un’opportunità.
- Che tipi di libri si possono pubblicare.
- Quali strumenti servono per iniziare.
- Come si costruisce un libro di qualità (che vende).
Inoltre, scoprirai come puoi farlo anche tu…in soli 7 giorni!
F.A.Q.
Quanto si guadagna con il Self Publishing?
Dipende da nicchia, qualità del prodotto, posizionamento e numero di titoli.
Non esiste una cifra “garantita”: questo modello di business funziona se lo tratti come un processo e se ti doti di un obiettivo iniziale realistico, ad esempio arrotondare con 2-4 titoli ben progettati.
Come viene tassato il Self Publishing?
In Italia i proventi da Self Publishing sono redditi e vanno dichiarati.
Il regime fiscale dipende dalla tua situazione: per attività occasionali e importi contenuti talvolta si rientra tra i redditi diversi; se l’attività diventa abituale e organizzata, si valuta l’apertura di una partita IVA (spesso a regime forfettario, se ne sussistono i requisiti).
Confrontati sempre con un commercialista per il tuo caso specifico.
Quanto paga Amazon Self Publishing?
Per gli ebook le royalty possono arrivare fino al 70% (in base al prezzo e al territorio); per i cartacei intorno al 30% circa al netto dei costi di stampa.
Sono percentuali interessanti rispetto all’editoria tradizionale, ma ricordati che contano volumi e posizionamento.
Come posso fare Self Publishing senza aprire una partita IVA?
Se pubblichi sporadicamente e con volumi bassi, in alcuni casi potresti operare senza partita IVA trattando i proventi come redditi diversi (sempre da dichiarare).
Se però l’attività diventa abituale, la via corretta è valutare la partita IVA.
Anche qui: chiedi a un commercialista per impostare tutto in modo pulito e sereno.





